ANGELO MARIA
RIPELLINO
Teatro
C'è sempre un giallo velario,
che annunzia con rozza scrittura
il
gaudio della farsa, la petulante
allegria.
Ma
poi quanti angeli in parrucca rococò,
quanti diavoli in frac e monocolo,
quante reginette da piccolo film,
scegliendo a caso nella platea che
s'illumina,
indicheranno col dito infallibile
un
povero spettatore smarrito,
che smania sul suo posto e si fa schermo
delle mani sottili e inorridisce
dinanzi al giuoco troppo beffardo;
un
povero spettatore che presto,
sotto il divagare del ludibrio,
sotto il fuoco sprezzante del riso,
raccolto nelle piume e raggricchiato,
tutto tremante e rosso di vergogna,
cadrà in ginocchio a implorare perdono.